Su di un territorio di grande interesse archeologico e speleologico Carpino si affaccia sulla dolce pianura che guarda il mare. Sulla strada che porta a Ischitella, superato il torrente Romandato, tra il silenzio millenario della campagna, numerose sono le sorgenti d'acqua e le grotte inesplorate.
Il primo toponimo della città lo si rileva in una bolla del 1158 in cui papa Adriano IV, confermando i privilegi concessi dai suoi predecessori Onorio II, Innocenzo II ed Eugenio II all' abazia della Santissima Trinità di monte Scaro, parla delle chiese San Pietro e di Santa maria nei pressi di "Castel Caprile". Il Casale di Carpino, in età Normanna, apparteneva alla Signoria dell'Onore di Monte Sant' Angelo, incorporato alla contea di Lesina e compreso nella donazione per "dotalitium" fatta da Guglielmo II, re di Sicilia, a sua moglie Giovanna, figlia di Arrigo d'Inghilterra. (A.D. 1177).
In età federiciana gli abitanti ricevettero gratificazioni e privilegi dal re per aver "foraggiato e dissetato le truppe sveve". Dopo il dominio svevo veniva concessa ai Della Marra i quali, regnando Ferdinando D'Aragona, furono spodestati per la disobbedienza del loro erede Giovanpaolo. Il feudo, successivamente, venne assegnato ai De Sangro di Torremaggiore, ai Mormile, Loffredo, Vargas Brancaccio. Oggi l'economia carpinese poggia, essenzialmente, sull'agricoltura.